BENEFICI
Magnetoterapia per l’Osteoporosi / Fratture
Osteoporosi e fratture sono in assoluto i due ambiti in cui la magnetoterapia (in particolare i CEMP, Campi Magnetici Pulsati a bassa frequenza) dà i risultati migliori, ma l’approccio terapeutico è leggermente diverso per le due condizioni.
L’osteoporosi è una condizione sistemica o localizzata caratterizzata dalla riduzione della densità ossea. Qui l’obiettivo non è “riparare un danno acuto”, ma stimolare il metabolismo dell’osso per frenare la perdita di minerali e, se possibile, invertirla.

> Il meccanismo: I campi magnetici riattivano l’effetto piezoelettrico naturale dell’osso, che è il segnale che dice al corpo: “qui serve più calcio”. Questo aiuta a mantenere la struttura trabecolare dell’osso intatta.
> Il Protocollo tipico:
> Durata delle sedute: Molto lunghe. Poiché è un processo metabolico lento, servono molte ore di stimolazione. Spesso si utilizzano stuoie magnetiche (materassini) su cui il paziente dorme tutta la notte (terapia notturna), per 6-8 ore consecutive.
> Durata del ciclo: Lunghissima o ciclica. Si consigliano cicli di almeno 3-4 mesi, da ripetere magari due volte l’anno, oppure un uso continuativo a bassa intensità.
> Frequenza (Hz): Generalmente bassa (intorno ai 15-50 Hz), specifica per la rigenerazione tissutale profonda.
Magnetoterapia per le Fratture
Qui siamo di fronte a un evento traumatico acuto. L’obiettivo è accelerare la formazione del callo osseo per saldare i due monconi della frattura più velocemente del normale.

>Il vantaggio unico: La magnetoterapia ha la capacità di penetrare attraverso il gesso, le stecche o i bendaggi rigidi. Non è necessario togliere l’immobilizzazione per fare la terapia.
Il Protocollo tipico:
>Durata delle sedute: Intense ma localizzate. Si utilizzano i solenoidi (le fasce o i dischi) posizionati esattamente sopra la frattura. Si consigliano dalle 4 alle 8 ore al giorno.
>Durata del ciclo: Fino a completa consolidazione (verificata tramite RX). Solitamente dai 30 ai 60 giorni continuativi.
>Frequenza (Hz): Spesso si usano frequenze leggermente più alte rispetto all’osteoporosi (es. 50-75 Hz) per stimolare una risposta riparativa rapida.
Differenze chiave da ricordare

